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Solidarietà al giornalista Emilio Grimaldi - Richiesta di rettifica


In merito al comunicato di Solidarietà al Giornalista Emilio Grimaldi scritto da Agende Rosse Cosenza e Giulia Zanfino e pubblicato sul nostro blog, riceviamo e pubblichiamo la missiva che l'Avv. Ida Francesca Sirianni ci ha cortesemente inviato:

Con riferimento all’oggetto, si invia la presente in nome e per conto dell’Avv. Mario Murone, avendone avuto espresso mandato, per significare quanto segue.

In data 10 febbraio 2010 sul c.d. blog denominato “l’URL di emilio grimaldi”, veniva pubblicato un articolo dal titolo: “Master Antimafia. In Cattedra Murone, fratello del magistrato che assolse il boss dopo averlo sentito al telefono”, firmato con la sigla E.G., chiaramente riconducibile ad Emilio Grimaldi.

Nel testo di tale articolo l’autore, prendendo spunto dal suddetto master avente ad oggetto le misure di prevenzione nella legislazione antimafia, organizzato presso l’Università della Magna Grecia di Catanzaro, faceva esplicito riferimento all’Avv. Mario Murone in quanto: “fratello di Salvatore, procuratore aggiunto di Catanzaro e vice di Mariano Lombardi, quelli che, secondo la Procura di Salerno, remarono sempre contro il loro collega, Luigi De Magistris, per proteggere alcuni loro amici fedelissimi, ma soprattutto quello-Salvatore-che, in qualità di presidente del Collegio del Tribunle di Lamezia Terme, nell’ambito delle indagini sull’omicidio dell’Avv. Torquato Ciriaco, avvenuto nel 2002, assolse il cugino del boss Vincenzo Iannazzo, Francesco, detto Cafarone, dopo averlo sentito al telefono..”.

L’articolo, dall’evidente contenuto diffamatorio, proseguiva affermando che i seminari sulle misure di prevenzione oggetto del sopra detto master erano stati ideati e organizzati dal fratello del magistrato “..già al centro di un’indagine di Luigi De Magistris, in realtà mai aperta per il trasferimento forzato da Catanzaro, su gestioni illecite commesse dalle Università di Catanzaro e di Tor Vergata di Roma..”.

A queste, seguiva una ulteriore gravissima affermazione secondo cui la decisione di assoluzione con formula piena ‘perché il fatto non sussiste’, a fronte di una richiesta del p.m. di 15 anni di carcere, nei confronti del suddetto indagato Francesco Iannazzo- ‘cugino del boss’-sarebbe stata presa dal Giudice Murone il 1 aprile 2005, prima di trasferirsi a Catanzaro, e che dai tabulati di tale Vincenzo Iannazzo, acquisiti dal pm Gerardo Dominjianni il 6 febbraio, ossia due mesi prima circa della sentenza, sarebbe emerso che dalla casa del suddetto boss sarebbe partita “una telefonata per il presidente del collegio giudicante, Salvatore Murone”.

Pertanto, l’autore giungeva, infine, ad affermare: “Sarà lui, Mario Murone, quindi, a insegnare ad avvocati e commercialisti di Catanzaro le misure necessarie da adottare nel campo della legislazione antimafia”.

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Ora, da quanto sopra evidenziato emerge agevolmente che nella divulgazione via internet delle suddette affermazioni il Grimaldi non ha rispettato i requisiti inerenti il legittimo esercizio del diritto di cronaca e/o di critica, avendo agito in spregio alla verità dei fatti, contrariamente all’interesse pubblico, ed in assoluta assenza di continenza della forma espositiva. Pertanto, l’Avv. Mario Murone ha adito la competente autorità giurisdizionale civile per la tutela dei propri diritti.

In particolare, giusto ai fini di una corretta e completa comprensione della vicenda, si fa rilevare che, quanto al requisito della verità dei fatti, non risponde al vero che, nell’ambito di una indagine su presunte gestioni illecite riguardanti l’Università di Catanzaro e quella di Tor Vergata di Roma, fosse coinvolto anche l’avv. Murone, non essendo quest’ultimo mai stato indagato in tale asserita inchiesta; non risponde a verità, perciò, neppure che tale indagine sarebbe stata ‘tolta’ al suo titolare in quanto ‘costretto’ al trasferimento da Catanzaro. Inoltre, non risponde al vero che il dott. Salvatore Murone avrebbe avuto rapporti con indagati, o che abbia mai ricevuto una telefonata sospetta o di ‘minaccia’ prima di decidere in merito al procedimento a cui si fa riferimento nell’articolo in questione, anche perché la sentenza emessa all’esito di tale procedimento è stata emessa dal Tribunale nella sua composizione collegiale, sulla base dell’istruttoria dibattimentale e nel contraddittorio di tutte le parti processuali, pubblica accusa e difensori.

In merito, poi, agli altri requisiti, non sussiste l’interesse pubblico ad una informazione falsa, ma nemmeno si può parlare di continenza della forma espositiva in quanto, attraverso le modalità grafiche utilizzate (il non causale uso del grassetto e del corsivo), il titolo già di per sé diffamatorio, il sapiente utilizzo di insinuazioni, e l’inserimento delle affermazioni divulgate in un particolare contesto, si è inteso alterare i toni della vicenda e conferire risalto ad affermazioni non vere, risultando la mancanza di obiettività, serenità ed equilibrio.

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Ciò precisato, naturalmente non è questa la sede per approfondire argomenti di carattere spiccatamente giuridico, né si vuole farlo sebbene sia interesse di tutti i giornalisti e pubblicisti comprendere appieno le modalità per un corretto esercizio di diritti quali quello di cronaca e di critica, ineludibili in un vero sistema democratico e pur tuttavia doverosamente esplicati solo ove rispettino i diritti della persona al nome, alla reputazione, all’onore, al decoro e all’immagine, per come impone, altresì, lo stesso codice deontologico; tanto più da parte di chi non solo si assume il compito di informare-nei cui confronti si instaura spesso un vero e proprio affidamento circa la verità assoluta di quanto pubblicato-ma anche ad opera di chi come il Grimaldi, nello specifico, ponendosi al pari di Einstein e di Giuseppe Fava (richiamati volutamente nel blog), dichiari di condividerne gli ideali di verità e di etica!

In ogni caso, considerato quanto sopra rilevato, l’Avv. Mario Murone, per tutelare la propria reputazione e gli altri diritti della personalità gravemente offesi dall’illegittimo comportamento dell’autore, ha avvertito la necessità di agire civilmente per il risarcimento dei danni causatigli; solo che, a differenza dell’autore dell’articolo in questione, che può decidere di pubblicare ciò che vuole, in assenza di contraddittorio, l’Avv. Murone, nell’esercizio di un diritto riconosciutogli dall’ordinamento giuridico, ha convenuto costui in una sede nella quale gli ha consentito di potersi adeguatamente difendere, con tutte le garanzie previste dalla legge, ed offrendo anche la propria versione dei fatti.

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Alla luce di quanto evidenziato, appare chiaro che anche il comunicato stampa divulgato su internet in data 7 marzo 2011 da parte di Agende Rosse e Giulia Zanfino, ripreso da numerosi altri blog e riportato in altri siti, contribuisce a dare una impressione distorta del reale accadimento dei fatti in quanto, esprimendo la propria solidarietà ad Emilio Grimaldi, ed invitando addirittura anche tutti i cittadini a fare altrettanto, in correlazione con l’articolo contenuto nel blog del medesimo Grimaldi espressamente richiamato anche attraverso l’apposita creazione di un collegamento via web, non solo ribadisce implicitamente il contenuto diffamatorio del suddetto articolo, dimostrando di condividerlo, ma insinua strumentalmente che il Grimaldi sia stato vittima di una ingiustizia, o meglio, sia stato ingiustamente sottoposto a procedimento (“denunciato per diffamazione”) per avere detto, evidentemente, cose che non avrebbe dovuto dire!

Pertanto, si rende necessario provvedere alla rettifica del suddetto comunicato, in considerazione del fatto che il nostro ordinamento giuridico prevede espressamente, nell’ipotesi di lesività della notizia pubblicata, tale strumento riparatorio.

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Quanto sopra premesso, con la presente si chiede la rettifica di quanto divulgato via internet in data 7 marzo 2011 nel comunicato a firma Agende Rosse Cosenza e Giulia Zanfino, relativo alla solidarietà a favore del giornalista Grimaldi, specificando, all’interno di tutti gli articoli in cui è presente tale comunicato stampa (contenuti in ‘Antimafia Duemila’, ‘Movimento Agende Rosse’, ‘Donnelibertadistampa-Il Cannocchiale, ZOOMsud ed altri eventualmente non ancora individuati) che:

L’articolo pubblicato nel blog di Emilio Grimaldi non riguarda la vicenda ‘Why Not’ nè riporta alcuna dichiarazione di personaggi accreditati; il Grimaldi non è stato denunciato per diffamazione, ma è stato citato dinanzi al giudice civile per il risarcimento dei danni derivanti da fatto illecito, in quanto si è ritenuto che nell’articolo divulgato non siano stati rispettati i requisiti per il legittimo esercizio del diritto di cronaca, ed in considerazione del fatto che l’Avv. Mario Murone, anche nell’esercizio dell’attività universitaria, ha messo a disposizione esclusivamente la propria professionalità in quanto persona di riconosciute doti scientifiche. Conseguentemente, l’Avv. Murone, per tutelare la propria reputazione e gli altri diritti della personalità ritenuti lesi dall’articolo di Grimaldi, esercitando un diritto riconosciutogli dall’ordinamento giuridico, ha convenuto quest’ultimo dinanzi al giudice civile e, perciò, in una sede nella quale ha comunque consentito al Grimaldi di potersi adeguatamente difendere con tutte le garanzie previste dalla legge, offrendo anche la propria versione dei fatti.”.

Si invitano, quindi, i destinatari della presente a rettificare in virtù di quanto sopra la notizia contenuta nel comunicato, e a darne la medesima divulgazione, con lo stesso risalto e con le stesse modalità, in tutti i siti ed i blog in cui è stata riportata, provvedendo immediatamente o al massimo entro 48 ore dalla presente, onde evitare la tutela urgente dei diritti in sede giudiziaria.

Con osservanza.

Avv. Ida Francesca Sirianni

Pubblicato il 11/3/2011 alle 18.4 nella rubrica news.

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