Blog: http://Donnelibertadistampa.ilcannocchiale.it

ACRI: TRA CACCIATORI DEL VENTO E TERMOVALORIZZATORI


E' l'onda lunga dell'energia rinnovabile. Minimo investimento, guadagno assicurato. Una rete capillare di finanziamenti e incentivi economici, che sventolano tra le turbine eoliche, e si vaporizzano tra i fumi delle centrali a biomasse e quelle dei termovalorizzatori. La logica viene da lontano: basta trovare il posto giusto e un'amministrazione favorevole. I grossi gruppi bancari fanno il resto. E dalle montagne irpine a quelle della Sila, tutto può accadere.

In questo clima da caccia al tesoro la scommessa del sindaco di Acri, Gino Trematerra, pare per nulla un azzardo. E proprio qualche giorno fa, in un'inattesa conferenza stampa, il senatore ha dato la notizia. Ma, questa volta, il mancato plebiscito potrebbe essere dietro l'angolo. Il sindaco ha affermato di voler attuare politiche fortemente improntate allo sviluppo energetico, sul territorio acrese, attraverso l'eolico, le biomasse e, dulcis in fundo, un termovalorizzatore. Questo ammiccamento all'approviggionamento energetico, che sottende l'ipotesi di un termovalorizzatore sul territorio acrese, a poche settimane dall'inizio dei lavori per la realizzazione del Psc (piano strutturale comunale), è stato sufficiente a destare qualche perplessità nelle file dell'opposizione e ad alimentare un clima di fibrillazione politica, già innescato da tensioni pregresse. Mentre l'agonizzante opposizione piddina ingoia l'ennesimo boccone indigesto, nell'entourage del "senatore", c'è chi si cuce la bocca. Anche sul fronte dell' IDV acrese tutto tace, e dalla presidenza della Provincia, che attualmente ha la delega all'Ambiente, non trapelano indiscrezioni.

A rompere questo silenzio, per nulla eloquente, una nota del Pd acrese, in cui, i consiglieri d'opposizione Giuseppe Capalbo e Giacomo Cozzolino si pronunciano su "alcuni proclami" del sindaco Trematerra che, pare, abbiano appreso con stupore. Tra questi il suggerimento di realizzare un termovalorizzatore sul territorio. "Valuteremo con attenzione tutte le proposte atte a sviluppare il nostro territorio e, se richiesto, daremo il nostro contributo" affermano in una nota i consiglieri. "Ma una cosa è certa: non permetteremo mai che la nostra città e il suo territorio diventino la “pattumiera” della Calabria". Del resto il termovalorizzatore, di fatto, attraverso il processo di combustione, che riduce i rifiuti, genera energia elettrica. Espellendo i fumi residui dal camino, sotto forma di polveri sottili. Tra i cittadini serpeggia lo scontento. Del resto parlare di combustione di rifiuti in un territorio colpito dal traffico di scorie tossiche, dove i casi di cancro hanno subito un'impennata vertiginosa, alimentando vecchi dubbi sulla possibile contaminazione dell'area acrese, porta a reazioni scontate. Francesco Monaco, segretario provinciale dei Verdi, esprime anch'esso stupore per il suggerimento del sindaco Trematerra. "E' già la terza volta che il primo cittadino lancia la proposta della costruzione di un termovalorizzatore, sul territorio acrese. All'inizio pensavamo fosse una battuta, ma ad oggi siamo seriamente preoccupati. Innanzitutto vorremmo capire da dove viene quest'idea". Quindi l'obiettivo è capire qual'è l'origine della proposta trematerrina. "Quello che chiediamo all'amministrazione comunale acrese, inoltre, è l'apertura di un tavolo di discussione, in cui avere un confronto diretto con il sindaco, sul tema "termavalorizzatore" ", continua Monaco. Su questo fronte, dall'assessorato all'Urbanistica e al Governo del Territorio della Provincia, sembra arrivare un timido segnale di apertura. L'assessore Trento, infatti, sottolinea che la Provincia sta lavorando a un "Piano Provinciale Rifiuti", che però, nell'ottica della gestione commissariata, avrebbe poco raggio d'azione. L'obiettivo principale, sotto questo versante, è quindi quello di sdoganare queste terre dal commissariamento che, dopo quindici anni, non è servito a risolvere il problema rifiuti in Calabria. "Il "Piano Provinciale Rifiuti" sarà pronto entro la fine dell'anno" afferma l'assessore Trento. "E non siamo contrari alla realizzazione di termovalorizzatori sul territorio, laddove ci fosse il consenso della collettività e gli impianti fossero funzionali al territorio. Prima di tutto, però, vanno condotti degli studi su tutti i centocinquantacinque comuni della provincia". L'assessore aggiunge che, il punto di partenza della gestione rifiuti in Calabria, in ogni caso, è la raccolta differenziata. Ma dopo l'epilogo poco felice del consorzio Vallecrati, è difficile pensare quando questo servizio potrà ripartire, in queste terre. Se si guarda a un passato non troppo lontano ci si rende conto che, l'ipotesi della costruzione di un termovalorizzatore in quest'area, era già stata paventata. Con ordinanza n.1644 del 27 novembre del 2001, sotto la presidenza regionale Chiaravalloti, infatti, il commissario delegato per l'emergenza ambientale aveva stabilito che, nel Comune di Bisignano, più precisamente nella zona industriale di Torano, sarebbe sorto un termovalorizzatore. In seguito, i lavori per la costruzione della struttura, erano stati affidati alla ditta "ATI Foster Wheeler", nota per aver già realizzato un impianto di incenerimento altamente inquinante a Chicago, che, proprio per questo, era stato dismesso. Una notizia del genere non poteva che alimentare la ferocia dei cittadini del territorio che, istituzioni locali in testa, avevano manifestato parere contrario alla costruzione di un termovalorizzatore sul territorio di Bisignano. Non molto tempo dopo il consiglio provinciale ha bocciato la proposta del commissario regionale, affermando parere contrario alla presenza di termovalorizzatori nella provincia di Cosenza. Da allora, di questi impianti, sul territorio, non si era più parlato e le reiterate dichiarazioni del sindaco Gino Trematerra si sono abbattute sul paese come un fulmine a ciel sereno. Nell'attesa dello schierarsi di un fronte del sì e del no sulla "proposta termovalorizzatore", il sindaco di Acri ha affermato che vuole procedere "a testa bassa" su fronte eolico e biomasse. Del resto sono anni che il territorio acrese è battuto da "cacciatori del vento" e l'ipotesi di un parco eolico nel territorio silano non è nuova. Sul fronte centrale a biomasse, invece, è tutto ancora da verificare. "Di eolico e fotovoltaico si può discutere tranquillamente, compatibilmente alla vocazione del territorio" afferma il segretario provinciale dei Verdi, Francesco Monaco. "E per quanto riguarda una centrale a biomasse c'è la nostra disponibilità a un confronto. Potrebbe essere un buon modo per innescare nuovi processi produttivi sul territorio acrese, che si presta alle coltivazioni di essenze utili a tale processo di combustione". Sullo spettro della deforestazione selvaggia, che ne potrebbe conseguire, il segretario è tassativo: "Siamo preoccupati per lo stato dei nostri boschi e vigileremo affinchè un'eventuale centrale a biomasse non lo comprometta ulteriormente". Quindi, ricapitolando, ad Acri sarà eolico, centrale a biomasse o forse termovalorizzatore. E al di là della mitologia, fondata e non, che gira attorno agli impianti in questione, sul paese, quindi, potrebbero accendersi i riflettori regionali. Tanto più che in Calabria, attualmente, l'unico termovalorizzatore presente è quello di Gioia Tauro, che da tempo dovrebbe essere potenziato con una seconda linea. Quindi l'attenzione è alta. Inoltre il sindaco Gino Trematerra è rinomato per la sua determinazione e, sebbene mostri ampi segni di apertura per il governo del territorio, tra le mura scricchiolanti dell'opposizione acrese tira una brutta aria. Intanto a sud Italia la caccia all'oro dell'energia rinnovabile continua. E quando in ballo ci sono certe cifre, l'ombra del malaffare è sempre dietro l'angolo. Del resto "a pensar male si fa peccato, ma certe volte ci si azzecca". L'onda lunga potrebbe trasformarsi in uno tsunami. Lontano dal concetto di "decrescita serena", di Serge Latouche".

Giulia Zanfino

Mezzoeuro 26/06/2010 

Foto: internet

Pubblicato il 2/7/2010 alle 15.48 nella rubrica Nel segno del Toro - la Calabria in movimento.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web