Inchieste, reportage e articoli. Tutto questo è Donnelibertadistampa, il blog a quattromani di Valeria Brigida e Giulia Zanfino Donnelibertadistampa | donne libertà di stampa | Il Cannocchiale blog
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diritti
A Roma per l'articolo 21
10 maggio 2009

omani, lunedì 11 maggio 2009 donnelibertadistampa sarà a Roma con Oscar Luigi Scalfaro per difendere l'articolo 21 della Costituzione italiana. L'appuntamento, aperto a tutti, è alle ore 16 in piazza di Montecitorio 123/a

Domani, lunedì 11 maggio 2009 donnelibertadistampa sarà a Roma con Oscar Luigi Scalfaro perdifendere l'articolo 21 della Costituzione italiana. 


L’appuntamento, aperto a tutti, è alle ore 16 in piazza di Montecitorio123/a

L'articolo 21 recita:

Tutti hanno diritto di manifestareliberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo didiffusione. 

La stampa non può essere soggetta adautorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto peratto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali lalegge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione dellenorme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assolutaurgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria,il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di poliziagiudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, faredenunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelleventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ognieffetto.

La legge può stabilire, con norme dicarattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampaperiodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa,gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume.La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere leviolazioni.

Viaspettiamo domani pomeriggio a Roma in un incontro aperto a tutti coloro chehanno ancora a cuore il futuro di un Paese. Riappropriamoci almeno dellasperanza. L'appuntamento ènella sala delle conferenze di piazza di Montecitorio 123/a.


UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA METROPOLITANA
2 dicembre 2008

Viaggio sull'autobus alla scoperta del bisogno di giustizia cittadino: la legge è uguale per tutti

In una mattina di fine novembre a Roma può accadere di assistere a inaspettati spettacoli. La scena si svolge sull'autobus numero 30. Saliamo alla fermata di fronte al Campidoglio e, mettendoci in fila per timbrare il biglietto, vediamo che a bordo quattro giovani controllori stanno chiedendo di esibire il titolo di viaggio a tutti passeggeri. Tutti si affannano a cercarlo. È strano come di fronte a una divisa, seppur si è in regola, si sviluppi uno strano senso d'irregolarità interiore che porta all'agitazione. A chi non è mai capitato? Ma c'è qualcuno che non si lascia scomporre dalla legittima richiesta. Una signora sulla cinquantina, molto curata e ben vestita, tira fuori il suo biglietto non obliterato. Il controllore, una ragazza sulla trentina, le fa notare che possedere un biglietto obliterato equivale a non averlo, ma di fronte alla storia della macchinetta rotta le sfila il biglietto dalle mani e lo inserisce nel marchingegno. Sorpresa: funziona! Tutto l'autobus a questo punto è in silenzio e vuol vedere cosa inventerà la signora che, messa alle strette, sferra il contrattacco: "Sono una funzionaria del Comune di Roma!". Il controllore spiega che poco importa ma che se proprio insiste lo può esibire per fornire i suoi dati. La signora, allora, dice di averlo dimenticato in ufficio, in Campidoglio, ma "comunque" – insiste – " io lavoro con il Sindaco". "Signora – la guarda rassegnata il controllore – mi dia un documento: se paga subito la multa è di 50 euro. Altrimenti le arriva a casa raddoppiata!".  Il silenzio nell'autovettura si trasforma in un brusio divertito. "Ma io devo scendere alla prossima fermata!". Il controllore: "E allora scendiamo insieme così scrivo meglio la multa". "Ma il suo collega l'altra volta ha chiuso un occhio: lei non sa chi sono io!". "Signora – risponde il controllore – lei è una persona che non ha pagato il biglietto". Il brusio di sottofondo cresce fino a esplodere in "un applauso scrosciante del pubblico pagante". C'è chi ride, chi si lascia andare a commenti ad alta voce: "Bravi!", "Basta con i privilegi!", "Devono pagare come tutti i normali cittadini!", "Almeno non dica che lavora col Sindaco: ci fa ancora più brutta figura". La signora non arrossisce neanche un po'. Rimane in silenzio come una statua che aspetta solo l'arrivo della propria fermata. Una ragazza ringrazia i controllori e uno di questi le risponde: "Lo sai quante ne vediamo ogni giorno? C'è chi dice di essere l'assistente del politico Tizio, il segretario di Caio… inutile arrabbiarsi con chi ha immeritati privilegi se chi deve controllare non fa il suo dovere". "Giusto" – fa eco una studentessa dai capelli rasta – solo così possiamo iniziare a cambiare veramente le cose in questo Paese". Le porte si aprono, i "quattro eroi metropolitani" ringraziano la platea e scendono dall'autobus con la funzionaria del Comune di Roma. Una signora sbuffa e indignata ammonisce: "Che c'è da rallegrarsi? Se la prendono con gli italiani e – guardando prima un rumeno, poi una peruviana di fronte a lei, continua – non fanno niente agli zingheri, agli immigrati!". Quello strano fervore dell'autobus si riaccende all'improvviso: "Ma che c'entra?" dice uno. Un altro incalza: "Signora tutti i presenti hanno esibito il titolo di viaggio valido". Infine un altro ammonisce: "E stia attenta alle parole che usa perché la discriminazione razziale è reato e qui ci sono parecchi testimoni delle sue affermazioni!". La signora si sistema al suo posto: "State attenti voi, perché non sapete con chi state parlando!".

Valeria Brigida

diari di viaggio
Ottobre in Medio Oriente
1 ottobre 2008

Il 1° ottobre. Sono seduta nella mia terrazza di Gemmayzé. Bevo il mio caffè ascoltando i rumori di una Beirut che si risveglia. Se alzo lo sguardo riesco a vedere solo uno spicchio di cielo azzurro incastonato tra i muri bianchi degli antichi palazzi che mi sovrastano. Tutti dormono. Sono sempre io la prima a svegliarsi. I ragazzi sono qui da ormai dieci giorni. Penso che un po' siano rimasti delusi. Soprattutto Roxana, di nazionalità rumena. In questo caso, sì che ce ne sarebbero di cose da raccontare. Non le hanno dato i permessi per seguire le attività Cimic, come, al contrario, li hanno forniti a noi altri. E per quanto anche noi altri lo abbiamo fatto in qualità di frequentanti del master in Peacekeeping and SecurityStudies di Roma Tre, lei non è stata autorizzata dallo Stato Maggiore della Difesa italiano perché rumena. Perché, da quanto emerge, è la sua ambasciata che non si è mossa adeguatamente. Sarà vero? Non so.

È il 1° ottobre. E dalla mia terrazza sento che anche qui inLibano, alle sette del mattino, la temperatura sta cambiando. Mi fanno sapere dall’Italia che ormai lì è autunno.

Guardo le pagine web delle testate giornalistiche italiane e vedo articoli pieni di errori. E l’errore non è una “d” di troppo, col risultato di un’eccessiva eufonia. Leggo l’implicito incitamento all’odio contenuto in parole che formano frasi e si traducono in slogan. Sto male al pensiero di dover rientrare a breve in Italia, dove imbarazzanti burattini d’argilla s’agitano su un palcoscenico, tenuti sospesi solo da fili di silicone emenzogne buoniste. Credono che qualcuno stia lì a guardare. Ma da tempo gli spettatori hanno lasciato vuoto il loro posto in sala. E allora loro gridano e gridano per richiamare l’attenzione. E le voci arrivano lontane come quelle di commercianti al mercato. Ma come è possibile che in un Paese dove l’identità nazionale è così forte possano accadere queste cose? E come è possibile che, invece, qui in Libano dove l’identità si caratterizza per la sua assenza, il rispetto, almeno di facciata, non manca? Tento di immaginare Seniora che dà del “racconta balle” a, non so … Suleiman?

Qui in Libano. Qui in Libano gli avvenimenti mi sfiorano e non li trattengo. Non ci riesco. Sono quasi due settimane che sta accadendo. E non riesco a capire. Mi arrovello, ma è inutile. Dopo il dialogo nazionale tutto è diventato a me incomprensibile. Una riconciliazione frettolosa. Ma infondo chi sono io per poter giudicare? Se lo facessi rischierei di esser tacciata – e a ben vedere – di presunzione tipicamente italiana.

E allora bevo il mio caffè, ammiro il cielo terso e penso che il Ramadan è finito. E che tra qualche ora varcherò l’entrata di Sabra e Chatila.

Valeria

diritti
Sudan - Darfur: "manifestandoci contro"
21 luglio 2008

A Piazza della Repubblica, a Roma, ieri si è tenuta un'importante manifestazione, indetta dalla comunità sudanese, per manifestare la propria solidarietà al Presidente sudanese, condannato dalla Corte Penale Internazionale per genocidio e crimini di guerra. "Siamo tutti per Al Bashir" era uno degli slogan scanditi dalle poche decine di presenti. Ma i rifugiati politici del Darfur, regione sudanese martoriata dalle milizie del Presidente, hanno protestato contro la manifestazione, in nome delle loro famiglie, vittime del genocidio. Inoltre pare che tra i manifestanti "pro Sudan" ci fossero delle persone che abitano in Italia come rifugiati politici dal Darfur. Una bella contraddizione, che probabilmente verrà chiarita in sede legale.
A seguito un breve video che vuole testimoniare l'accaduto (purtroppo sia la qualità video che l'audio sono pessimi a causa di problemi tecnici).



 


Giulia

diritti
Domenica a Roma manifestazione antirazzista
2 giugno 2008
 Domenica 8 giugno, a Roma, si terrà un corteo di protesta civile contro atti di razzismo nei confronti di rom e sinti in Italia. Questo il programma:
Dalle 12 alle 16
ritrovo dei partecipanti al COLOSSEO (Piazza del Colosseo, dal lato dei   Fori Imperiali) ci si arriva in pulman, in auto e con la metro B)
Dalle 16 alle 17
corteo dal Colosseo fino al Foro Boario
Dalle 17 alle 20
Foro Boario, Villaggio Globale libera discussione, proposte:
•  Costituzione del Coordinamento Nazionale Antirazzista
•  Creazione di una rete informatica, contro l'inquinamento e la mistificazione delle informazioni
•  Creazione di una Consulta romanì costituita dalle associazioni storiche e le organizzazioni rom
•  Varie ed eventuali
Dalle ore 20
Festival Interculturale Antirazzista
Alexian Group (Italia)
Musicisti Rom del Kossovo
Taraf de Bucarest (Romania)
Chaja Chelen (Bosnia Erzegovina)
Lucio Pozone (chitarra flamenca)
Alessandro Cavallucci (chitarra flamenca)
Jamal Quassini
 

Per saperne di più: http://www.associazionethemromano.it/

Giulia
 
 
diritti
Donnelibertadistampa su Rainews24
9 maggio 2008

             

Domani su Rainews24, alle ore 12.03, nell'ambito della trasmissione "Periferie", ideata e curata da Fausto Pellegrini, si parla di rom. Nell'ambito della trasmissione andrà in onda un estratto di "Grande raccordo sociale", il reportage che rappresenta il punto d'arrivo di un lungo lavoro di documentazione ed analisi critica sugli spostamenti dei campi rom a Roma che io e Valeria abbiamo portato avanti dal 2004 al 2007. Nel servizio "La banalità del male: Milano, Bologna, Roma. blob di una storia di emarginazione infinita", la parte che tratta gli sgomberi a Roma è stata realizzata con materiali che ho raccolto sugli ultimi sgomberi a Roma.
"Il programma di Rainews24, dedicato ai temi del sociale, vuole narrare la società scegliendo un punto di vista preciso: quello dei margini, capovolgendo così nelle mappe del racconto il rapporto tra ciò che è centro e ciò che  è periferia": questa la coraggiosa scelta autoriale di Fausto Pellegrini, deciso a raccontare la periferia con uno sguardo orizzontale, decisamente attento ad ascoltare quella parte dell'informazione che viene dal basso.

Giulia

"Periferie" messa in onda:

Sabato: 12.03 / 23.25   Domenica: 21.33   Lunedì: 14.33   Martedì: 11.33   Mercoledì: 16.33 Giovedì: 4.33 (anche in chiaro su Raitre) 
 

SOCIETA'
Giovani proiettati verso l'integrazione
20 aprile 2008

Spesso viene definita una generazione in piena crisi di "ideali", quella dei ragazzi di oggi, mentre a mio avviso quello che manca loro sono solo dei punti di riferimento, che noi "adulti" non siamo in grado di offrirgli. E' terminata oggi l'iniziativa che mi ha portata tra i ragazzi delle scuole medie del Municipio VII del Comune di Roma, a proposito di integrazione tra rom ed italiani. Attraverso la proiezione di un breve documentario, che parte dall'olocausto ed arriva ad oggi abbiamo lanciato il tema della discriminazione. Poi la palla è passata ai ragazzi. Per ben due ore e mezza una prima ed una terza media hanno letteralmente sommerso di domande Naio Adzovic, portavoce del campo rom Casilino 900, attualmente in fase di sgombero. La domanda più ricorrente è stata :"Perchè vi portano via? Dove vi porteranno". I ragazzi, hanno spiegato le maestre, erano molto preoccupati per i loro compagni di scuola provenienti dal campo rom. A queste domande però è difficile rispondere. Quello che segue è il racconto di una donna, e di suo figlio, il giorno dell'inizio dello sgombero a Casilino 900.

Giulia

                       
diritti
Casilino 900: sempre più vicino lo sgombero
2 aprile 2008

 Ennesima irruzione a Casilino 900, campo rom della periferia romana. Questa volta pare si sia trattato di un'esercitazione dei vigili del fuoco, che hanno effettuato dei controlli ed un monitoraggio sul campo, in vista della sua chiusura. Entro fine maggio uno dei campi rom più antichi della capitale verrà sgomberato, ed i suoi più di mille abitanti saranno trasferiti in un altro luogo, probabilmente fuori dal raccordo anulare. Gli abitanti del campo hanno lanciato un appello alla Comunità Internazionale, organizzando per oggi, alle ore tredici, un pomeriggio all'insegna della divulgazione della cultura rom. L'evento è aperto a chiunque voglia partecipare.

Giulia

SOCIETA'
Malagrotta
27 febbraio 2008

                 

Uno spaccato della periferia di Roma, di cui si parla poco e solo in termini di "problema discarica" è senz'altro Malagrotta. I sei ettari su cui si estende l’area industriale sono particolarmente rappresentativi di quella periferia, che stride con lo scenario bucolico locale. Gli impianti della Raffineria di Roma, su cui tutto tace, nei pressi dei serbatoi di stoccaggio del petrolio grezzo, gli impianti di raffinazione, la centrale elettrica che brucia gli scarti della raffinazione petrolifera, il deposito di oli minerali alimentato dalla raffineria stessa, la discarica di Malagrotta, l’inceneritore di rifiuti ospedalieri e una cava di breccia, si susseguono lungo tutta la via. Nonostante questo altissimo concentrato di impianti a breve entrerà in funzione il gassificatore, destinato a prendere il posto di quella che è stata definita la discarica più grande d'Europa. Per opporsi a ciò il "Comitato" locale dei cittadini ha chiesto una maggiore attenzione allo smaltimento della differenziata ed a breve partirà un tentativo di raccolta porta a porta. Il Consigliere Giuseppe Teodoro, del Municipio XV del Comune di Roma afferma: "E' uno scandalo che si voglia aprire il gassificatore, la vera soluzione sarebbe potenziare gli impianti di smaltimento della differenziata, che sono saturi!". Ma noi non cediamo alla tentazione di puntare il dito contro il Comune di Roma, accusandolo di tutelare gli interessi degli industriali piuttosto che la salute dei cittadini. Fiduciose attendiamo di vedere cosa succederà con la raccolta porta a porta, mentre cercheremo di saperne di più della Raffineria di Roma, luogo inpenetrabile e misterioso.
Giulia

DIARI
Sogni da non dimenticare
23 gennaio 2008


Non siamo scomparse. Stiamo solo lavorando, tanto. Qualche volta capita che i frutti del proprio lavoro si iniziano a raccogliere. E in un paese di raccomandati, i piccoli grandi traguardi che raggiungi - alla faccia de "la casta" - ti fanno gioire, inorgoglire. E le proposte di lavoro iniziano a piovere dall'alto perché inaspettatamente la gente s'è accorta della tua esistenza. Ma a quel punto rifiuti perché tu ora un lavoro ce l'hai e nella tua città. Così non sei più costretto a far l'emigrante terrone che cerca fortuna al nord. E dopo una notte passata insonne decidi che tu quel lavoro lo vuoi portare avanti, anche perché tra un mese qui a Roma ti aspetta qualcosa in cui credi. E allora pensi "sì, nella vita bisogna essere un pò idealisti! Ci credo e vado avanti, perché la mia massima aspirazione non è solo lo scrivere cinicamente, e il rischio è quello!".
Così ci si rimbocca le maniche e da qui, ogni tanto,
ci si concede anche un bel giochino per ridere e riflettere...e far riflettere!
Non dimenticate mai i vostri sogni.
Donnelibertadistampa

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