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Vorrei essere una mosca
24 gennaio 2008

Mentre Prodi parla continuano ad arrivare email e commenti per i due articoli che ho scritto stamattina su Formiche.
Vedo quindi che
un argomento come Prodi, a dispetto di quel che dice l'Eurispes, forse non è così noioso. Per non parlare dell'olocausto, che suscita ancora forti polemiche. Ma voi che ne pensate del negazionismo...o come preferiscono "loro"..."revisionismo"? Io ho detto la mia nei commenti a questo articolo.
Valeria

Mastella si dimette
16 gennaio 2008

"Vi parlo col dolore nel cuore di chi sa che a causa del suo impegno pubblico, delle sue convinzioni e delle sue idealità, si trova ad essere colpito negli affetti più profondi, incredulo e impotente". Comincia cosi' l' intervento in Aula del ministro Clemente Mastella. "E' la prima volta, confesso, che in vita mia ho paura". Afferma il ministro della Giustizia, dando le sue dimissioni. "Ho combattuto la mia battaglia - ha sottolineato - fin quando il combattimento era alla pari e non arrivavano colpi bassi e imprevisti, perché dalla tua condotta politica nulla lasciava presagire un concertato volume di fuoco per distruggere la tua persona, la tua dignità, i tuoi valori". 

"Mi è stata tesa in modo vile una scientifica trappola. Così come è altrettanto vile prendere in ostaggio mia moglie". Ha affermato dopo l'arresto di sua moglie, Sandra Lonardo.
"Ho fatto il possibile per ricomporre la frattura tra magistratura e politica, ma mi accorgo che per alcune frange estremiste sono un avversario, o peggio un nemico da battere".

Intanto a Trinità dei Monti Graziano Cecchini, gia' sospetto "coloratore" della Fontana di Trevi, libera migliaia di palline colorate. La nuova opera s'ispira alle bugie raccontate agli italiani da parte di politici di destra e sinistra e s'intitola: "I fratelli d'Italia si son rotti le palle".

Valeria Brigida  


 
Tredici nomi per documentare un massacro
22 settembre 2007


                                          (foto: Valeria Brigida)

Riporto la notizia che miè stata comunicata da poco tempo dai rifugiati politici del Darfur a Roma.

Abu Bakar Manis, Fki Sale Idris, Mohamed Ibraim Gdu, Assalik Ahmed Jusef, Abdualrhman Mohamed Shrio, Mohamed Jusef, Adam Juma, Ahfiz Bashir Abdalkrim, Minni Abdalkrim Dhaia, Hamed Isak Jumallah, Siddic Jusef Abdalbnat, Fki Bakit, Hussein Hashim. Tredici nomi per non dimenticare, tredici vittime che tra ieri ed oggi hanno trovato la morte nei villaggi di Ajara e Omscigera, a Sud Est del Darfur. Non ci sono stime ufficiali che documentino il numero esatto delle vittime di quella che in pochi anni è diventata una delle più gravi crisi umanitarie del pianeta. Il numero degli sfollati, invece, attualmente di due milioni e mezzo, tende a crescere vertiginosamente. Il conflitto, scoppiato ufficialmente nel duemilatre, a causa dello stato di marginalizzazione in cui verte la regione, e combattuto tra janjaweed (milizie locali assoldate dal governo), ed i movimenti di autodifesa del Darfur (diventati eserciti di ribelli) continua a mietere vittime. In Italia i media stentano a trattare il problema e quando lo affrontano lo spazio concesso è sempre troppo breve.

                                                                                               

                
                                                                                  (foto: Valeria Brigida)

Ad oggi, pochi giorni dopo la visita di Omar al-Bashir, Presidente del Sudan, alle massime cariche del nostro Governo, ancora violenza e morte segnano la regione africana tra Al Mharjria ed Al Kasher. Il Presidente sudanese ha assicurato a Romano Prodi massimo impegno per trovare una soluzione politica che garantisca la pace e la stabilità in Darfur. Lo stesso impegno che si era assunto più volte in passato, che è sempre stato disatteso. Il Blog “Italians For Darfur” ha promosso, in questi giorni, un’importante iniziativa che vi riporto direttamente:

Roma,13/09/2007
Come rappresentanti dei rifugiati del Darfur in Italia ci facciamo portavoci del dolore della gente del Darfur e auspichiamo venga fissata al più presto una audizione con il Governo italiano, al pari del Presidente sudanese Al-Bashir, in visita in Italia domani 14 Settembre.
Chiederemo:
- che il Governo Italiano promuova a livello europeo e internazionale un negoziato per la pace in una località neutra, scelta di comune accordo tra tutte le parti coinvolte.;
- che venga accelerato il dispiegamento delle forze di pace e la piena applicazione della nuova risoluzione ONU, al fine di garantire un cessate il fuoco immediato;
- che venga promossa la costituzione di una no-fly zone sul Darfur, la liberazione dei prigionieri politici e l’avvio di un programma “oil for food” delle Nazioni Unite per la ricostruzione e lo sviluppo del Darfur.
Ad oggi siamo ancora in attesa di una risposta del Governo...

Giulia Zanfino

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