Inchieste, reportage e articoli. Tutto questo è Donnelibertadistampa, il blog a quattromani di Valeria Brigida e Giulia Zanfino Donnelibertadistampa | donne libertà di stampa | Il Cannocchiale blog
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Sabato 12 giugno Rossano manifesta contro la centrale a carbone. E contro le vittime di cancro.
11 giugno 2010

Rossano. Sarà alto centocinquanta metri. Un camino mastodontico che sovrasterà l'intera piana di Rossano, producendo radionuclidi naturali, sotto forma di polveri sottili. Questo quanto pianificato nel progetto dell'Enel, che prevede la riconversione dell'attuale centrale elettrica presente sul territorio, in centrale a carbone. Un vero e proprio salto nel passato per questo fazzoletto di terra, incastonato nella fascia orientale della piana di Sibari, tra le montagne della Sila e il mar Jonio. Mentre i paesi europei puntano allo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, con sempre maggior dinamicità, la Calabria continua ad essere bersagliata da progetti privi di portata ecosostenibile. Ma l'intera regione è pronta alla mobilitazione contro la riconversione della centrale elettrica Enel, attraverso la promozione di due imponenti iniziative, che si terrano sabato, nel cuore della città calabrese. La prima promossa dal basso, l'altra dal partito politico dei Verdi. Alle quattro di sabato, infatti, presso la sala dell'ex delegazione comunale, il movimento di cittadini calabresi "Forum ambientalista regionale", terrà un incontro nel quale si discuterà di tutela della salute e dell'ambiente in Calabria, e in particolare di come far fronte al rischio della riconversione della centrale Enel di Rossano, in centrale a carbone. Qui confluiranno i rappresentanti dei movimenti dell'intera regione, che da mesi stanno lavorando alla realizzazione di un "Libro bianco" sulle devastazioni ambientali subite da queste terre e la Calabria avvelenata tornerà a far sentire la sua voce. Dal basso. L' incontro confluirà poi, alle diciannove, nella manifestazione "No al carbone, si all'energia pulita", organizzata dalla federazione nazionale e locale dei Verdi, in piazza Bernardino Le Fosse. L'evento si preannuncia determinante, per l'alto numero di adesioni riscosse. Dal presidente della Provincia di Cosenza, on. Mario Oliverio, al WWF nazionale e locale, al Consigliere regionale IDV Mimmo Talarico, al Comitato per la difesa e lo sviluppo sostenibile della Sibaritide e tante altre realtà presenti sul territorio. Ma Rossano è una città già provata dalla probabile malagestione della centrale elettrica. Decine di morti di cancro hanno decimato interi quartieri, dove i cavi elettrici della centrale Enel corrono da anni a bassa quota tra i tetti e i comignoli delle case abitate. Fatti noti nell'intera provincia, che hanno suscitato proteste accese da parte della popolazione locale. Più volte sono state presentate richieste all'ENEL, perchè provvedesse all'interramento dei cavi ad alta tensione. Ma purtroppo, nel tempo, nulla è cambiato. Tra le contrade circondate da grovigli di fili ad alta tensione, la popolosa Piragineti è una delle più colpite. Intere famiglie sterminate dai tumori, in anni di silenzio istituzionale. "Stiamo cercando da tempo di sollevare l'attenzione mediatica su questo massacro" afferma Sonia Tedesco, giovane ragazza che vive a ridosso della centrale ENEL "ma sembra che quello che succede nelle nostre contrade non interessi nessuno. Abbiamo creato addirittura un comitato chiamato "Mattanza Rossano", perchè quella di cui siamo vittime è una vera e propria mattanza". Infatti sono tanti i membri della famiglia di Sonia colpiti dal cancro. Sabato gli occhi saranno puntati sulla centrale Enel di Rossano. Cittadini e politici calabresi manifesteranno contro la riconversione della centrale elettrica in centrale a carbone. E il "Forum ambientalista regionale" si farà portatore anche dell'istanza del comitato "Mattanza Rossano". Quest'ecatombe dev'essere fermata.

Giulia Zanfino © Copyright Redattore Sociale

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Sudan - Darfur: "manifestandoci contro"
21 luglio 2008

A Piazza della Repubblica, a Roma, ieri si è tenuta un'importante manifestazione, indetta dalla comunità sudanese, per manifestare la propria solidarietà al Presidente sudanese, condannato dalla Corte Penale Internazionale per genocidio e crimini di guerra. "Siamo tutti per Al Bashir" era uno degli slogan scanditi dalle poche decine di presenti. Ma i rifugiati politici del Darfur, regione sudanese martoriata dalle milizie del Presidente, hanno protestato contro la manifestazione, in nome delle loro famiglie, vittime del genocidio. Inoltre pare che tra i manifestanti "pro Sudan" ci fossero delle persone che abitano in Italia come rifugiati politici dal Darfur. Una bella contraddizione, che probabilmente verrà chiarita in sede legale.
A seguito un breve video che vuole testimoniare l'accaduto (purtroppo sia la qualità video che l'audio sono pessimi a causa di problemi tecnici).



 


Giulia

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Domenica a Roma manifestazione antirazzista
2 giugno 2008
 Domenica 8 giugno, a Roma, si terrà un corteo di protesta civile contro atti di razzismo nei confronti di rom e sinti in Italia. Questo il programma:
Dalle 12 alle 16
ritrovo dei partecipanti al COLOSSEO (Piazza del Colosseo, dal lato dei   Fori Imperiali) ci si arriva in pulman, in auto e con la metro B)
Dalle 16 alle 17
corteo dal Colosseo fino al Foro Boario
Dalle 17 alle 20
Foro Boario, Villaggio Globale libera discussione, proposte:
•  Costituzione del Coordinamento Nazionale Antirazzista
•  Creazione di una rete informatica, contro l'inquinamento e la mistificazione delle informazioni
•  Creazione di una Consulta romanì costituita dalle associazioni storiche e le organizzazioni rom
•  Varie ed eventuali
Dalle ore 20
Festival Interculturale Antirazzista
Alexian Group (Italia)
Musicisti Rom del Kossovo
Taraf de Bucarest (Romania)
Chaja Chelen (Bosnia Erzegovina)
Lucio Pozone (chitarra flamenca)
Alessandro Cavallucci (chitarra flamenca)
Jamal Quassini
 

Per saperne di più: http://www.associazionethemromano.it/

Giulia
 
 
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