Inchieste, reportage e articoli. Tutto questo è Donnelibertadistampa, il blog a quattromani di Valeria Brigida e Giulia Zanfino Donnelibertadistampa | donne libertà di stampa | Il Cannocchiale blog
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UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA METROPOLITANA
2 dicembre 2008

Viaggio sull'autobus alla scoperta del bisogno di giustizia cittadino: la legge è uguale per tutti

In una mattina di fine novembre a Roma può accadere di assistere a inaspettati spettacoli. La scena si svolge sull'autobus numero 30. Saliamo alla fermata di fronte al Campidoglio e, mettendoci in fila per timbrare il biglietto, vediamo che a bordo quattro giovani controllori stanno chiedendo di esibire il titolo di viaggio a tutti passeggeri. Tutti si affannano a cercarlo. È strano come di fronte a una divisa, seppur si è in regola, si sviluppi uno strano senso d'irregolarità interiore che porta all'agitazione. A chi non è mai capitato? Ma c'è qualcuno che non si lascia scomporre dalla legittima richiesta. Una signora sulla cinquantina, molto curata e ben vestita, tira fuori il suo biglietto non obliterato. Il controllore, una ragazza sulla trentina, le fa notare che possedere un biglietto obliterato equivale a non averlo, ma di fronte alla storia della macchinetta rotta le sfila il biglietto dalle mani e lo inserisce nel marchingegno. Sorpresa: funziona! Tutto l'autobus a questo punto è in silenzio e vuol vedere cosa inventerà la signora che, messa alle strette, sferra il contrattacco: "Sono una funzionaria del Comune di Roma!". Il controllore spiega che poco importa ma che se proprio insiste lo può esibire per fornire i suoi dati. La signora, allora, dice di averlo dimenticato in ufficio, in Campidoglio, ma "comunque" – insiste – " io lavoro con il Sindaco". "Signora – la guarda rassegnata il controllore – mi dia un documento: se paga subito la multa è di 50 euro. Altrimenti le arriva a casa raddoppiata!".  Il silenzio nell'autovettura si trasforma in un brusio divertito. "Ma io devo scendere alla prossima fermata!". Il controllore: "E allora scendiamo insieme così scrivo meglio la multa". "Ma il suo collega l'altra volta ha chiuso un occhio: lei non sa chi sono io!". "Signora – risponde il controllore – lei è una persona che non ha pagato il biglietto". Il brusio di sottofondo cresce fino a esplodere in "un applauso scrosciante del pubblico pagante". C'è chi ride, chi si lascia andare a commenti ad alta voce: "Bravi!", "Basta con i privilegi!", "Devono pagare come tutti i normali cittadini!", "Almeno non dica che lavora col Sindaco: ci fa ancora più brutta figura". La signora non arrossisce neanche un po'. Rimane in silenzio come una statua che aspetta solo l'arrivo della propria fermata. Una ragazza ringrazia i controllori e uno di questi le risponde: "Lo sai quante ne vediamo ogni giorno? C'è chi dice di essere l'assistente del politico Tizio, il segretario di Caio… inutile arrabbiarsi con chi ha immeritati privilegi se chi deve controllare non fa il suo dovere". "Giusto" – fa eco una studentessa dai capelli rasta – solo così possiamo iniziare a cambiare veramente le cose in questo Paese". Le porte si aprono, i "quattro eroi metropolitani" ringraziano la platea e scendono dall'autobus con la funzionaria del Comune di Roma. Una signora sbuffa e indignata ammonisce: "Che c'è da rallegrarsi? Se la prendono con gli italiani e – guardando prima un rumeno, poi una peruviana di fronte a lei, continua – non fanno niente agli zingheri, agli immigrati!". Quello strano fervore dell'autobus si riaccende all'improvviso: "Ma che c'entra?" dice uno. Un altro incalza: "Signora tutti i presenti hanno esibito il titolo di viaggio valido". Infine un altro ammonisce: "E stia attenta alle parole che usa perché la discriminazione razziale è reato e qui ci sono parecchi testimoni delle sue affermazioni!". La signora si sistema al suo posto: "State attenti voi, perché non sapete con chi state parlando!".

Valeria Brigida

Massimiliano Carbone non può essere archiviato.
28 gennaio 2008


Stamattina apro la posta e mi ritrovo una mail. Poche volte succede di leggere una mail e di sentirsi soddisfatti per quel poco che si poteva fare e che s'è fatto. E che si continuerà fare. Liliana Esposito, madre di Massimiliano Carbone, ucciso dalla mafia. Una caso archiviato. Questa donna non si arrende. Anche Locri e il movimento "eadessoammazzatecitutti" tornano a farsi sentire. Così donnelibertadistampa.Io quel poco che potevo fare, ripeto, l'ho fatto. Scrivendo su formiche.net
questo articolo. Liliana mi ha ringraziato in una mail personale e pubblicamente, qui. Un appello che viene da Catanzaro: far circolare la notizia perché neanche gli uomini che vestono l'uniforme di Carabinieri credono in quell'archiviazione.
Valeria

Mastella si dimette
16 gennaio 2008

"Vi parlo col dolore nel cuore di chi sa che a causa del suo impegno pubblico, delle sue convinzioni e delle sue idealità, si trova ad essere colpito negli affetti più profondi, incredulo e impotente". Comincia cosi' l' intervento in Aula del ministro Clemente Mastella. "E' la prima volta, confesso, che in vita mia ho paura". Afferma il ministro della Giustizia, dando le sue dimissioni. "Ho combattuto la mia battaglia - ha sottolineato - fin quando il combattimento era alla pari e non arrivavano colpi bassi e imprevisti, perché dalla tua condotta politica nulla lasciava presagire un concertato volume di fuoco per distruggere la tua persona, la tua dignità, i tuoi valori". 

"Mi è stata tesa in modo vile una scientifica trappola. Così come è altrettanto vile prendere in ostaggio mia moglie". Ha affermato dopo l'arresto di sua moglie, Sandra Lonardo.
"Ho fatto il possibile per ricomporre la frattura tra magistratura e politica, ma mi accorgo che per alcune frange estremiste sono un avversario, o peggio un nemico da battere".

Intanto a Trinità dei Monti Graziano Cecchini, gia' sospetto "coloratore" della Fontana di Trevi, libera migliaia di palline colorate. La nuova opera s'ispira alle bugie raccontate agli italiani da parte di politici di destra e sinistra e s'intitola: "I fratelli d'Italia si son rotti le palle".

Valeria Brigida  


 
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