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Nasce l'asse Vicenza-Praia a Mare per accendere i riflettori sul processo Marlane/Marzotto.
9 febbraio 2012


Foto: internet

Valdagno è il feudo. La roccaforte. La città simbolo del potere economico del Gruppo Marzotto. Qui i suoi stabilimenti sono una città. Enormi e anonimi sovrastano l’orizzonte, ramificati in un dedalo che sembra un quartiere popolare. Un formicaio in cemento armato dove centinaia di operai hanno lavorato per anni. E proprio a Vicenza si accenderanno i riflettori sul processo calabrese per i morti della Marlane/Marzotto. Nessuno avrebbe immaginato che il destino di una città come Praia a Mare, a centinaia di chilometri da Vicenza, incastonata sulla spiaggia dell’isola di Dino, si sarebbe intrecciato a quello di questo feudo. Neanche gli operai vicentini che nel 1968 buttarono giù la statua del padrone, il conte Marzotto, mettendogli un cappio intorno al collo, lo avrebbero immaginato. Proprio in quegli anni, mentre la statua del conte si schiantava nella polvere, a centinaia di chilometri di distanza, in Calabria, decine di operai firmavano un’ inconsapevole condanna a morte. Nessuno avrebbe immaginato che potesse nascere un asse: l’asse Vicenza-Praia a Mare, per rivendicare il diritto alla giustizia e alla verità delle decine di operai calabresi. E invece a Vicenza, della fabbrica Marlane/Marzotto e dei torbidi fatti che ci girano intorno, si comincia a parlare. Soprattutto tra le mura della sede del PdCI. In particolare, se ne è interessato il segretario di partito, Giorgio Langella. E’ stata una casualità, ci racconta. Perché dei fatti della Marlane, e di tutte le vittime della fabbrica di Paria a Mare, a Vicenza non si sapeva nulla. Nonostante fosse un distaccamento delle fabbriche di Valdagno. Ma, una volta sentito per caso, in radio, dei fatti di Praia, Langella si è interessato e ha scoperto l’esistenza del processo Marlane. E la cortina di silenzio, calata sulle più di cento vittime, tra gli operai dello stabilimento, sembra essere stata squarciata. Il 24 febbraio l’assemblea “Non si può morire di lavoro” partirà dalla storia della fabbrica di Praia a Mare per trattare i temi di sicurezza e lavoro. A moderare l’incontro a Vicenza, che si terrà presso l’Alfa Hotel, in via degli Orafi, alle 20:30, sarà Giorgio Langella, segretario del PdCI vicentino. E c’è grande attesa per la proiezione della testimonianza esclusiva di Francesco De Palma, ultimo testimone vivente della malagestione dei prodotti nocivi nel processo produttivo della Marlane e dell’interramento dei rifiuti tossici, nei terreni della fabbrica. De Palma, deceduto pochi mesi dopo aver rilasciato la sua ultima intervista, a causa di un tumore imputabile ai veleni respirati, maneggiati e interrati nello stabilimento, descrive minuziosamente l’attività di interramento, a cui partecipava. E fa nomi e cognomi dei mandanti.  Parole che scorrono nella pellicola “La fabbrica dei veleni”, in onda su Crash di Valeria Coiante, su Raitre. Intanto l’appello lanciato dal PdCI vicentino, “Verità e Giustiza per i morti della Marlane”, che rivolge un invito provocatorio agli imputati, tra cui il conte Marzotto, chiedendogli di farsi processare, incassa adesioni illustri. Dall’astrofisica Margherita Hack all’attrice Franca Rame, dallo scrittore e vignettista Vauro Senesi a Massimo Carlotto. Dall’economista Vladimiro Giacché alla senatrice Pd Silvana Amati. Dal portavoce dell’associazione Articolo21 Giuseppe Giulietti a Oliviero Beha, fino al Caporedattore di Raitre, Della Volpe. L’ultima adesione all’appello riecheggia la solidarietà tra lavoratori in agitazione, ed è quella dei lavoratori dell’ ”IMS s.r.l. in presidio permanente” di Caronno Pertusella, vicino a Milano. Appena messi a conoscenza delle cento vittime dello stabilimento Marlane, i lavoratori in agitazione hanno affermato sgomenti: “In fondo noi siamo stati fortunati”. La loro adesione all’appello è un segno forte. Che dal nord arriva sino al cuore della Calabria. L’asse Vicenza-Praia a Mare, passa da Milano. E potrebbe far convergere altri grossi punti di aggregazione su una questione che sembra salire alla ribalta. Inesorabilmente.

Giulia Zanfino

Mezzoeuro

Per saperne di più sui fatti della Marlane di Praia a Mare

http://donnelibertadistampa.ilcannocchiale.it/2010/10/29/processo_marlane_prosegue_ludi.html

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