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diritti
Catanzaro: proteste contro i fumi della fabbrica dei veleni "Seteco"
12 agosto 2010

Foto: Emilio Grimaldi (www.emiliogrimaldi.blogspot.com)

Catanzaro. "Un disastro ambientale senza precedenti". Queste le dure affermazioni del comitato "Seteco, la fabbrica dei veleni nascosti", durante l'incontro tenutosi nel Palazzo della Regione Calabria, a Catanzaro, con Sonia Munizzi, vicecapo di Gabinetto del presidente della Regione, Scopelliti. Il comitato, nato dall'esasperazione di un gruppo di cittadini che da anni denuncia invano le esalazioni tossiche sprigionate dal grigio capannone della seteco srl, che giace sotto sequestro nella zona industriale, a ridosso della strada statale dei Due Mari, ha promosso una manifestazione di protesta proprio a Catanzaro. Per accendere i riflettori regionali su quella che è una catastrofe ambientale, che va avanti da ben quattro anni. Siamo in località Marcellinara e dal ciglio della statale 280, all'altezza della zona industriale, chiunque può sentire le folate di cattivo odore che si sprigionano vicino al capannone della Seteco. Le spesse spirali di fumo bianco, frutto del processo di autocombustione di un ammasso di rifiuti accatastati nella struttura, posta sotto sequestro la prima volta già nel duemilasei, la dicono lunga sul grado di pericolosità di queste esalazioni. Provenienti forse dai residui dei fertilizzanti un tempo prodotti dalla Seteco. Ma secondo alcuni "lì dentro c'è qualcosa che non va", perché dal duemilasei il fascicolo gira nelle procure e tra i tavoli istituzionali. Eppure, ad oggi, i rifiuti continuano a bruciare. Proprio per questo, venerdì, il volto coperto da una simbolica mascherina, i membri del comitato "Seteco, la fabbrica dei veleni nascosti", un nutrito gruppo di cittadini, e qualche rappresentante dei partiti politici IDV e i Radicali Italiani, si sono recati a Catanzaro, in piazza Grimaldi, per manifestare la loro indignazione. Grande assente alla manifestazione, l'associazione "Legambiente", che però ha aderito alla battaglia del comitato. 

Foto: Emilio Grimaldi

Grandi assenti i cittadini che vivono e lavorano nelle zone adiacenti al capannone dei veleni, prime vittime di questo scempio silenzioso. "Il fatto che alla manifestazione non ci fosse chi abita vicino all'area colpita dai fumi è segno che le persone hanno paura di esporsi" afferma il comitato. " Se sono quattro anni che il capannone sprigiona fumi nocivi e nulla è stato fatto per porvi rimedio, vuol dire che c'è qualcosa che non và" prosegue il comitato. Ma sono stati assenti anche i rappresentanti politici del Comune di Marcellinara. Nessun delegato del sindaco Scerbo, che ha più volte confermato il suo impegno verso la questione "Seteco", ha partecipato al sit-in. Ennesimo triste segnale della voragine che troppo spesso divide cittadini attivi e loro rappresentanti istituzionali, specchio di una politica che stenta ad uscire dalle stanze dei palazzi padronali, per battersi quotidianamente insieme alla collettività e difenderne il diritto alla salute e alla vita, nelle nostre terre. 


Dopo aver manifestato a colpi di slogan enfatici, tra i quali "Seteco: licenza di uccidere", nel cuore di piazza Garibaldi, una delegazione del comitato è stata ricevuta dalla dottoressa Munizzi, vicecapo di Gabinetto del presidente Scopelliti, che ha sottolineato subito come il presidente fosse stato messo a conoscenza della vicenda solo a seguito della manifestazione. Secondo alcuni, invece, poco dopo il suo insediamnto in Regione, il neo presidente Scopelliti aveva ricevuto un fascicolo contenente il caso "Seteco" e le esalazioni velenose sprigionate dal capannone, per anni. Del resto chiunque attraversa la Due Mari sente le folate di cattivo odore che arrivano dalla zona industriale, ed è curioso immaginare che il presidente della Regione non si sia posto delle domande. Durante l'incontro il comitato ha espresso preoccupazione sia per i cittadini che vivono e lavorano nell'ambiente adiacente al capannone Seteco, sia per la catena alimentare, danneggiata profondamente dalle esalazioni della fabbrica abbandonata. Attorno alla zona industriale ci sono pascoli e coltivazioni. E bisogna cercare di capire quanto sia grave il danno e come farvi fronte. Nell'ambito dell'incontro la dottoressa Munizzi, a cui il comitato ha spiegato dettagliatamente tutta la vicenda, ha affermato: "La vostra è una denuncia giusta e legittima". La vice capo gabinetto si è impegnata a fare in modo che il presidente Scopelliti, in concerto con la Procura, l'Arpacal e Vincenzo Iiritano, curatore fallimentare della Seteco srl, trovi una soluzione per poter intervenire il prima possibile a tutela della salute pubblica del catanzarese. E dopo quattro anni di inerzia sembra toccherà proprio al presidente Scopelliti prendere di petto una situazione letteralmente esplosiva. La prossima settimana il comitato attende notizie sul da farsi. Altrimenti organizzerà una grossa manifestazione, per rompere definitivamente il silenzio che ha avvolto per anni questa torbida vicenda.

Giulia Zanfino

Mezzoeuro 31/07/2010

foto: Emilio Grimaldi

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