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diritti
Omar Al Bashir colpevole! Emanato mandato d'arresto dal Tribunale dell'Aja
5 marzo 2009



“Al Bashir in prigione!”. Ieri, ai piedi del colosseo, nell'antico scenario capitolino un'ondata di slogan accesi ha scandito il tempo, nella lunga attesa del verdetto. La speranza era che il presidente del Sudan fosse riconosciuto ufficialmente responsabile di un conflitto di cui, ancora oggi, non si può stabilire il numero effettivo delle vittime. La voce dei rifugiati del Darfur, giunti da tutt' Italia, ha chiesto giustizia per le vittime innocenti di un conflitto che da sei anni non sembra volersi placare. "Tutte le persone che si sono raccolte quì hanno perso qualcuno nel conflitto in Darfur, e chiedono giustizia!" dice Antonella Napoli, presidente di Italians for Darfur. 



Alle 14:00 finalmente il verdetto: il presidente sudanese, Omar Al Bashir è colpevole di “crimini di guerra e crimini contro l'umanità”. Nei suoi confronti la Cpi ha emanato il mandato d'arresto. Un gesto simbolico di grande valore (perchè tale tribunale ha effetti solo se lo stato colpito dal mandato riconosce la sua autorità), che è bastato a suscitare l'ira di “Pechino” e della Lega Araba. La Russia parla di “decisione intempestiva” che crea un precedente pericoloso. A Karthoum in migliaia sono scesi in piazza a protestare contro la decisione della Corte. Le parole del presidente alla folla sono state forti e decise :“I crimini di guerra e di sterminio li hanno fatti loro (Europa ed USA) in Vietnam, in Irak ed in Palestina. Contro di noi parlano di difesa dei diritti, mentre in realtà sono proprio loro i primi a violare tali diritti!”. Intanto, a Roma, tra i manifestanti, la gioia è grande. 



Giulia
(foto Giulia Zanfino)


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